Stiamo evolvendo. Mercer fa ora parte del nuovo, ampio, brand Marsh

Perché la crescita esponenziale dei risultati è diventata un test di sopravvivenza per la leadership aziendale 

Nel 2026, le aspettative di performance sono state messe profondamente in discussione e molte aziende si trovano impreparate.

In un contesto in cui la volatilità del mercato si mantiene elevata e i margini sono più compressi, è più difficile generare crescita. Allo stesso tempo, i consigli di amministrazione e gli investitori sollecitano sempre più il management affinché dimostri i risultati concreti degli investimenti in AI: un processo decisionale più rapido, maggiore produttività e resilienza a lungo termine. Per molte aziende, il divario tra AI ambition e AI readiness è sempre più ampio, proprio mentre le aspettative di performance accelerano.

Il sistema umano alla base della performance aziendale si è indebolito anziché rafforzarsi. La percentuale di dipendenti che si sentono soddisfatti è scesa dal 66% nel 2024 ad appena il 44% nel 2026, il livello più basso dall’inizio del rilevamento di questo parametro da parte di Mercer. Una forza lavoro demotivata non può fornire una performance esponenziale, indipendentemente dall’avanzamento dello stack tecnologico.

Il problema non è la mancanza di obiettivi o la scarsa implementazione tecnologica, quanto il fatto che la maggior parte delle aziende cerca di garantire la performance di domani usandoi modelli di lavoro di ieri.Ecco perché la performance esponenziale non è più un'aspirazione, ma è il minimo indispensabile per far fronte alla volatilità, all'accelerazione dell'AI e all'aumento del rischio legato alle persone. Il nostro report Global Talent Trends 2026inquadra questo momento storico in maniera molto precisa: se non vogliono rischiare il declino strutturale, le aziende devono risolvere subito l'equazione uomo-macchina e riorganizzare il lavoro in maniera mirata, affinché la capacità di valutazione critica dell’essere umano e l'intelligenza artificiale si combinino per creare valore su larga scala.

Tre forze in collisione

In tutti i settori si assiste alla convergenza di tre distinte pressioni che si amplificano a vicenda e che, insieme, ridefiniscono le aspettative di performance e fanno emergere nuove esigenze in termini di progettazione e gestione del lavoro e di partecipazione delle risorse umane.
  1. La pressione sulla produttività si intensifica
    Più della metà (54%) dei top manager intervistati cita la scarsità di talenti come il principale driver a livello macro che influenza la strategia di gestione del personale, in un contesto in cui le aspettative di crescita e di efficienza continuano invece ad aumentare.
  2. Le aspettative sull’AI superano nettamente la velocità di adattamento dei modelli operativi
    Leader aziendali e investitori concordano sempre più sul fatto che riprogettare il lavoro per integrare l’AI e l’automazione incrementerà la performance, ma ben pochi sono convinti che la propria azienda sia pronta a concretizzare questo obiettivo.
  3. Una forza lavoro demotivata e la frammentazione delle competenze limitano la performance
    La carenza di skills, l'ansia dovuta all'AI e un accesso non paritario ai tool di AI erodono la fiducia e la resilienza del personale e compromettono la produttività che la leadership aziendale cerca invece di aumentare.
Presa singolarmente, ciascuna di queste forze è gestibile. Insieme, esercitano sollecitazioni molto profonde.

Il limite nascosto: come si lavora veramente?

La maggior parte delle aziende implementa l'AI “sovrapponendola” a sistemi di lavoro non progettati per assorbirla: ruoli rigidi, architetture di lavoro statiche e gerarchie decisionali ottimizzate per garantire la stabilità anziché la velocità.

Una situazione che può spiegare il preoccupante disallineamento dei dati.

57%

del top management crede che riprogettare il lavoro attorno all'AI genererà un incremento esponenziale del ROI

32%

crede che il personale oggi sia in grado di combinare efficacemente capacità umane e tecnologia

La tecnologia non crea performance da sola. I risultati nascono dall'interazione tra persone, competenze, flussi di lavoro, incentivi e rischi.

Nel futuro del lavoro, il valore si genera non sostituendo l’essere umano, ma ridisegnando consapevolmente il lavoro affinché l'intelligenza artificiale amplifichi la capacità di valutazione, la creatività e la rilevanza delle persone. La collaborazione uomo-macchina è imprescindibile per generare performance. Evitare di riorganizzare i modelli di lavoro è una decisione rischiosa. Implementare l'AI inserendola in ruoli, gerarchie decisionali e incentivi rimasti invariati permetterà forse di svolgere le mansioni più rapidamente ma non genererà risultati migliori.

Quando il rischio legato alle persone diventa un rischio aziendale

Questo cambiamento modifica radicalmente l'agenda della leadership aziendale. I risultati dell’indagine Global Talent Trends 2026 rivelano un divario sempre più ampio tra ambizione e preparazione all’AI. Se da un lato il top management privilegia l’aumento di produttività attraverso l'AI e la riprogettazione del lavoro, dall’altro le HR rimangono perlopiù focalizzate sull'ottimizzazione dei processi esistenti anziché concentrarsi sulla ridefinizione del sistema stesso di lavoro.

Parallelamente, le persone nutrono sempre più sentimenti di ansia riguardo all'AI. Circa il 36% afferma che potrebbe lasciare la propria azienda se si sentisse svantaggiato a causa di un accesso non paritario ai tool o alla formazione AI. Una forza lavoro che non si fida della trasformazione non può sostenerla.

In questo contesto, il rischio relativo alle persone è diventato un rischio aziendale. Professionalità, competenze, fiducia e adattabilità ora incidono direttamente sui risultati aziendali poiché influiscono sulla velocità di esecuzione, la resilienza e la fiducia degli investitori.

È qui che la funzione HR cambia radicalmente prospettiva e passa dalla mera gestione dei programmi ad essere l’artefice del sistema stesso del lavoro, inserendosi a pieno titolo nelle decisioni che favoriscono la performance, con la responsabilità di rendere possibile la collaborazione uomo-macchina trasversalmente all’azienda.

Dalla sperimentazione alla trasformazione mirata su vasta scala

Le aziende che genereranno risultati superiori nel 2026 non hanno deciso di sperimentare di più, bensì di concentrarsi su una ridefinizione mirata del lavoro. Significa che sono passate da un approccio incentrato sulla tecnologia alla trasformazione incentrata sul lavoro, dove l'AI è uno strumento per amplificare le capacità umane e non per sostituirle. E riconoscono che la trasformazione scalabile dipende da capacità umane scalabili.

Presi nel loro insieme, questi cambiamenti delineano un percorso chiaro che va dalla sperimentazione a una trasformazione mirata e su ampia scala, in cui il rischio HR viene riconosciuto come rischio aziendale e il valore umano diventa la chiave determinante della resilienza della forza lavoro e di una performance superiore.

È così che i progressi incrementali diventano esponenziali.

Cosa devono fare ora le HR e la leadership aziendale

La performance esponenziale non si genera per caso. La leadership aziendale e in particolare HR manager e top manager devono riprogettare i sistemi di lavoro, riformulare le strategie di talent management attorno alle skills e costruire una cultura di AI-enablement basata su fiducia, trasparenza ed equità.

Nel 2026 le aziende devono chiedersi se sia opportuno continuare a digitalizzare modelli di lavoro ormai obsoleti oppure se sia meglio costruire una collaborazione mirata uomo-macchina per generare un valore aziendale duraturo.

Per aiutare la leadership impegnata a pianificare importanti riorganizzazioni operative e della forza lavoro nel 2026, il report Global Talent Trends analizza come le aziende attuano questo cambiamento e fornisce gli strumenti per valutare in quali ambiti la riprogettazione del lavoro genererà i risultati migliori e in quali i rischi HR rappresentano già un freno alla crescita.

In un anno in cui i progressi incrementali non saranno più sufficienti, la capacità di orchestrare deliberatamente la collaborazione uomo-macchina determinerà quali aziende avranno successo.

Global Talent Trends 2026

Scopri i principali trend sulla forza lavoro e l'AI che caratterizzano il 2026. Scarica ora il report Global Talent Trends 2026 per un’analisi approfondita sulla collaborazione uomo-macchina e la strategia HR.
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