Pay Transparency, studio Mercer: solo metà delle aziende europee si sente preparata. In Italia il 41%
Milano, 1 aprile 2026 – Mercer, business di Marsh (NYSE: MRSH) ha pubblicato oggi in Italia i risultati della sua Global Pay Transparency Survey, che raccoglie le opinioni di oltre 1.600 organizzazioni multinazionali in 60 mercati, analizzando lo stato di preparazione delle aziende di fronte ai nuovi requisiti normativi e alle crescenti aspettative di dipendenti e candidati.
A livello globale, la preparazione dei datori di lavoro nel soddisfare i requisiti di conformità alla trasparenza retributiva rispetto alle rispettive normative è aumentata fino a quasi il 50%, a fronte del 32% del 2024. Il 77% delle organizzazioni sta sviluppando o ha sviluppato strategie e piani di trasparenza retributiva, ma solo il 14% ha pienamente implementato il proprio approccio in tutta l’organizzazione. Le percentuali si abbassano se si guarda all’Europa e all’Italia, dove rispettivamente il 70% e il 61% si trova ancora in fase di sviluppo o implementazione, e appena il 9% ha completato il percorso.
Di conseguenza, nonostante la scadenza per l’adozione della Direttiva UE sulla trasparenza retributiva sia fissata a giugno di quest’anno, oggi solo un’azienda europea su due (49%) si sente preparata ai nuovi requisiti. In Italia la quota di aziende che si sentono pronte è ancora più bassa (41%), anche se i primi interventi sono già in corso:
- Il 43% sta aggiornando la job architecture e i sistemi di inquadramento professionale, per definire le categories of workers (svolgono un lavoro di pari valore)
- Il 50% sta analizzando eventuali gap retributivi interni
- Il 27% ha già avviato interventi di riallineamento retributivo
La compliance come driver principale
A trainare la trasformazione in corso è soprattutto la necessità di conformarsi alle normative: è la motivazione principale per l’82% delle aziende italiane e quasi il 90% di quelle europee, statunitensi, canadesi e britanniche. Altri fattori trainanti sono l’engagment dei dipendenti (56%) e la propria competitività sul mercato (55%).
“Se molte organizzazioni si stanno concentrando sul rispetto dei requisiti legali, un numero crescente sta adottando la trasparenza retributiva come mezzo per ripensare la progettazione delle retribuzioni, costruire strutture retributive più chiare e favorire una maggiore fiducia tra dipendenti e candidati”, spiega Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. “Quando i datori di lavoro investono in un approccio retributivo orientato alla fiducia, ottengono risultati trasformativi, tra cui una maggior attrattività all’interno e all’esterno dell’azienda, riduzione del turnover, processi di assunzione più rapidi e guadagni in termini di produttività.”
La trasparenza retributiva non può dunque più essere vista esclusivamente come una questione di compliance, essendo oggi un tema reputazionale critico e un’opportunità per far evolvere i modelli organizzativi.
Le difficoltà delle aziende italiane
Non mancano tuttavia le difficoltà. La principale per le aziende italiane resta la comprensione delle normative (61%), tanto che il 30% del campione ha richiesto consulenze a studi legali esterni. In secondo luogo, una sfida importante è quella dell’allineamento interno, in particolare nel coinvolgimento della leadership e dei people manager, segnalata come ambito di lavoro su cui focalizzarsi dal 55% degli intervistati.
C’è poi l’aspetto relativo alla tecnologia come facilitatrice del processo che presidio di rischio, essendo la gestione dei dati uno degli elementi chiave per l’implementazione della trasparenza retributiva. Oggi il 66% delle aziende italiane utilizza ancora fogli di calcolo, e meno della metà dispone di un HRIS (Human Resources Information System) integrato. Molte organizzazioni stanno però pianificando investimenti: più di una su tre (36%), ad esempio, prevede di aggiornare il supporto tecnologico della funzione HR.
Le aspettative dei lavoratori
Il report Inside Employees’ Minds di Mercer rivela che i dipendenti che percepiscono la propria retribuzione come equa risultano più coinvolti dell’85% e più impegnati del 60%. Inoltre, la percezione di non essere pagati equamente è il primo motivo di dimissioni per i lavoratori di tutto il mondo. Di conseguenza, le aziende subiscono pressioni non solo per garantire che le retribuzioni siano eque e coerenti, ma anche per spiegare come vengono definite e come si collegano alle prestazioni e alla progressione di carriera.
La percezione di essere pagati equamente è il terzo motivo di retention e il primo motivo di leave (GTT 2026)
Oggi però solo il 29% delle aziende italiane condivide la propria filosofia retributiva, e appena una su tre (33%) spiega come vengono determinati stipendio e aumenti. L’evolversi delle aspettative dei dipendenti sta però portando le organizzazioni a una maggior chiarezza: il 48% ha intenzione di condividere le informazioni retributive sia internamente che esternamente.
“La direttiva UE sulla trasparenza retributiva rappresenta una svolta per le organizzazioni europee, chiamate a una maggiore responsabilità e chiarezza nei confronti di dipendenti e candidati. Le aziende italiane si stanno muovendo nella giusta direzione, ma l’adeguamento normativo richiede uno sforzo soprattutto culturale,” conclude Morelli. “Serve maggiore comunicazione, un coinvolgimento più ampio delle persone e la volontà di fare della trasparenza un elemento distintivo dell’employer branding: chi agirà rapidamente riuscirà a trasformare la conformità da obbligo legale a vantaggio competitivo.”
Informazioni sulla Global Pay Transparency Survey di Mercer
La Global Pay Transparency Survey 2026 di Mercer è il più ampio studio al mondo sulle pratiche di trasparenza retributiva tra settori e regioni. L’indagine è stata condotta online da settembre a ottobre 2025 e oltre 1.600 leader HR, responsabili reward e dirigenti aziendali di organizzazioni presenti in 60 mercati globali hanno fornito le proprie risposte. Il report completo è disponibile qui.
Su Marsh
Mercer è un business di Marsh (NYSE: MRSH) è leader mondiale nei servizi di gestione del rischio, riassicurazione e capitale, people & investments, e consulenza manageriale, che assiste clienti in 130 Paesi. Con un fatturato annuo di 27 miliardi di dollari e più di 95.000 collaboratori, Marsh aiuta a costruire la fiducia necessaria a prosperare attraverso il potere della prospettiva. Per maggiori informazioni su Mercer, visitate mercer.com, o seguiteci su LinkedIn e X.